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domenica 2 settembre 2012

Sabato 11 agosto - Pinakothek


In questa giornata visitiamo due delle tre principali pinacoteche di Monaco di Baviera. Siamo solo in quattro in questa incursione in quanto Girolamo, poco amante di questo tipo di musei e al contempo grande amante del Napoli Calcio, ha una partita da seguire in diretta nel primo pomeriggio. (Peggio per lui :P )

Le pinacoteche sorgono nel quartiere Kunstareal, dove le istituzioni universitarie e museali la fanno da padrone; poco è lo spazio riservato agli edifici residenziali, mentre non mancano spazi verdi, panchine ed altre amenità che io e la Saretta sperimenteremo in seguito. 

Alte Pinakothek, Neue Pinakothek, Pinakothek der Moderne, questi i nomi dei tre edifici (molto vicini fra loro) che ospitano tanti tesori, suddivisi per periodo storico.

[info turistiche]
La Alte Pinakothek racchiude tele del periodo a cavallo fra il 13° ed il 18° secolo, sopratutto di artisti tedeschi, fiamminghi ed italiani. 
La Neue Pinakothek ospita opere degli artisti del 18° e 19° secolo. Anche qui illustri artisti tedeschi si alternano alle migliori firme europee dell'epoca.
La Pinakothek der Moderne parte da quadri del 20° fino a raggiungere i giorni nostri, con installazioni, sculture, opere di design  ed altro ancora.
Se avete intenzione di visitare almeno due di questi musei, conviene comprare il biglietto combinato, che costa 12 euro per la visita di tutti e tre i musei (più altri due musei meno conosciuti). Il biglietto di un singolo museo invece costa 7 euro.
avvertenze: Se decidete di visitare tutti e 3 i musei, preventivate un'intera giornata (dalle 9 alle 18) e senza dilungarsi troppo in nessuna delle loro numerose sale. Nel museo si possono far foto, ma ogni zainetto va conservato nelle cassette del guardaroba (che si chiudono inserendo una 2 Euro che verrà restituita al ritorno)

 Noi quattro, valutando per bene la situazione e consci del fatto che vorremmo anche visitare un pò il centro storico nel pomeriggio, siamo costretti ad escludere uno dei musei per motivi di tempo. Decidiamo di concentrarci sui due musei più moderni, considerando anche che la Alte offre uno spettacolo che più o meno è possibile trovare anche in musei italiani.

Partiamo dalla Neue, che è la pinacoteca che più in assoluto ci interessa.
La collezione parte in sordina, con cose che ci conquistano pochino, ma per nostra gioia l'esposizione è un continuo crescendo di emozioni (e notorietà) fino a giungere agli amatissimi impressionisti, a Van Gogh ed altri ancora:

[ Italia und Germania (1828) - Friedrich Overbeck]

[Monet che dipinge sulla sua barca (1874) - Édouard Manet]

[Vaso con dodici girasoli (Arles, agosto 1888) - Vincent Van Gogh]

Potrei continuare a lungo con belle immagini, ma non voglio appesantirvi troppo la pagina (in termini di connessione ad internet, ovviamente! )

Anastasia ha particolarmente apprezzato un dipinto sulla serie delle Ninfee di Monet, la Saretta è rimasta alquanto soddisfatta dai puntinisti, sia quelli famosi sia quelli da noi un pò meno conosciuti; Moreno non si è sbilanciato (come suo solito :P ) mentre a me son piaciute alcune tele i cui soggetti erano Pozzuoli, il lago d'Averno, Portici ... tutta roba che è nelle vicinanze di casa mia :D
Mi son piaciuti molto anche due-tre quadri che non conoscevo, ma ai quali riconosco una fortissima personalità e più in generale un uscire fuori dagli schemi della loro epoca. (La Falconiera, I lock my door upon myself (che titolo Emo XD) e Die Sünde (il Peccato ... e ci siam capiti).

Dopo un pranzo veloce consumato in un'accogliente area esterna del museo fatta di gradoni ed acqua che scorre, ci avviamo alla Pinakothek der Moderne, la quale esplica la propria contemporaneità già a partire dal suo edificio.


Il museo è diviso in 4 sezioni: Arte, grafica, architettura e design. Delle quattro la sezione artistica rappresenta il cuore vero e proprio della pinacoteca, delle altre tre è particolarmente interessante la sezione di design, mentre non ci han detto granchè le altre (e non perchè non sia interessante l'architettura o la grafica in generale, anzi!).

Qualche parola in più sulla sezione artistica: Così come già capitato a me e la Saretta l'anno scorso a Parigi, anche in questo caso la collezione si può suddividere in una prima parte davvero bella ed apprezzabile, con i vari Picasso, Kandinskij etc. , ed una seconda parte in cui ci si può solo sbellicare dalle risate oppure restare basiti al cospetto di opere il cui significato è spesso latente:

 [Quest'opera si chiama: La Zappa. Notevole vero?]


 [La Saretta contempla un'altra opera troppo moderna per noi comuni mortali]

Il buonumore ci accompagna in queste ultime sale, facendoci un pò dimenticare i piedi stanchi ed il fatto che, dopotutto, appena usciti ci sarà da camminare ancora!

Infatti, appena terminato il tour, andiamo a prendere un tram che ci porta al Centro Storico dove incontriamo anche Girolamo che è un pò di pessimo umore a causa della partita di calcio che si è visto.
Del centro ne parliamo nel prossimo post però ;)



Le 3 cose che ho imparato:

1) Quasi ogni museo ha i guardaroba dove DEVI lasciare zaini, borse e quant'altro (meno male che in quasi tutti i musei il servizio è gratuito :P )

2) Il tram si è dimostrato un mezzo davvero molto valido! Una valida alternativa alla metro, restando in superficie ad osservare la città.

3) Anche una tela completamente bianca può essere Arte e può far parte di un prestigioso museo O_O


mercoledì 17 agosto 2011

Giovedì 4 agosto - Musée d'Orsay e Place Vendome

Dopo aver pranzato a le Tuileries constatiamo che è ancora prestino rispetto ai nostri piani quindi andiamo un pò in giro per i giardini a curiosare in giro. Da bambinoni quali siamo, ci dirigiamo verso la ruota panoramica che sta su un lato del parco; lì scopriamo che oltre alla ruota c'è un vero e proprio luna park con tutte le sue giostre grandi e piccine.

Le Tuileries
[Foto by Cdp]

Bighelloniamo per un pò, per un attimo ci viene persino la tentazione di entrare in una di quelle giostre "percorso ad ostacoli" che tanto ci piacerebbe fare, ma alla fine restiamo coi piedi per terra e proseguiamo il giro per i giardini. Ci incamminiamo verso il fiume e scendiamo le scale per vederlo un pò da vicino; sulla riva opposta, in bella vista, la nostra prossima meta :)

Musée d'Orsay - Paris
[Foto by Cdp]

Arriviamo al Musée d'Orsay di primo pomeriggio, facciamo pochi minuti di fila e poi subito entriamo.
La situazione non è delle migliori: a causa di grossi lavori di restauro dell'edificio il grosso della collezione è stato ricollocato in modo diverso dal solito, quindi la disposizione e la fruizione delle opere risentiva un pò di questa situazione precaria. Non riusciamo a vedere le tele in un ordine preciso (come invece era successo per l'Orangeriepoche ore prima) per cui saltiamo continuamente fra la metà e la fine dell'800, fra impressionisti ed accademici, fra un autore e l'altro.

A parte questi piccoli disagi e ad una densità umana decisamente elevata (ma prevedibile) l'esperienza da me vissuta si può ben definira un'abbuffata di prelibatezze artistiche.
Capolavori assoluti, tele fra le più note al mondo ... tutto a ripetizione, una dietro l'altra. Pur vedendole con comodo, assimilarle tutte in successione mi crea una sensazione simile ad un'indigestione; penso spesso che "è troppa roba per così poco tempo!" (dove "troppa" è inteso sia in quantità che in qualità).

Foto purtroppo non ve ne posso mostrare; a differenza di tutti gli altri musei che vedremo a Parigi, qui vige strettamente il divieto di fare foto, con o senza flash. L'unica immagine che riusciamo a rubare mostra il grande orologio della vecchia stazione ferroviaria:

Musée d'Orsay
[Foto by Saretta]

Andando più in dettaglio sui pittori, anche qui ai masismi livelli di preferenza personale ci sono gli stessi due dell'Orangerie, ovvero Renoir e Monet. A questi però va aggiunto Manet, che mi sta tanto simpatico, è stato innovatore nei contenuti a modo suo, si è mantenuto indipendente da tutto e da tutti e guardando da molto vicino le sue pennellate posso dire anche che era decisamente bravo anche tecnicamente (per quel mignolo che ne capisco). E poi oh, finalmente ho visto la cameriera alle spalle di Olympia, che nelle stampe sui libri è solitamente difficilissimo riconoscerla dallo sfondo XD

Nota negativa: a causa dei lavori in corso, una parte delle opere non era visibile; fra le opere che non abbiam visto ci sono le tele di Van Gogh ed altre cosette che mi sarebbe piaciuto vedere. Uffola!

Usciamo dal museo verso le sette di sera. Visto che non è tardissimo ne approfittiamo per fare due passi fra negozi "da turisti" pieni di cianfrusaglie e ricordini. Dopo ciò riattraversiamo la Senna per andare dritti dritti a Place Vendome, approfittando della luce ancora alta nel cielo.
Come forse saprete questa è una delle piazze più chic della città, sede del rinomatissimo Hotel Ritz. E' pertanto da facile profeta che dico alla Saretta "Vuoi vedere che ora in piazza vedremo un macchinone costosissimo?". Banalmente, proprio di fronte all'ingresso dell'albergo, faceva sfoggio di sè una rombante Lamborghini gialla:

Lamborghini
[Foto by Saretta]

al centro della Piazza c'è una colonna che ricorda molto la colonna Traiana a Roma (da cui effettivamente questa parigina prende l'ispirazione)

colonna Place Vendome
[Foto by Saretta]

La cosidetta Colonna D'Austerliz parla di alcune delle Gesta di Napoleone (Una cui raffigurazione troneggia in cima) e venne costruita col bronzo ottenuto dalla fusione di un certo numero di cannoni austriaci e russi (la leggenda vuole siano 1200, probabilmente erano fra i 130 ed i 150).

Dopo aver respirato l'estrema sciccheria della piazza e delle persone-tipo che la animano (fra cui merita una menzione speciale una giapponese vestita di tutto punto in abiti classici del Sol Levante, con tanto si Fiocchettone alle spalle e zoccoletti squadrati di legno) arriviamo alla fine della nostra giornata. Ci inabissiamo nella metro più vicina (dove si respira un'aria leggermente meno chic) e torniamo a casina casetta, preparandoci a quella che sarà la giornata più faticosa per le gambe, la testa e gli occhi. Ci aspetta uno dei musei più grandi al mondo.