mercoledì 5 ottobre 2011

Notre Dame de Paris

"L'amore è come un albero, nasce da sè, mette profonde radici in tutto il nostro essere e spesso continua a verdeggiare su un cuore in rovina. E quel che è ancor più inspiegabile è che più quella passione è cieca, più è tenace. Essa non è mai più solida di quando non ha in sè alcuna ragione."

(Notre Dame de Paris - V.Hugo)


Visto che quest'anno mi son trovato a trascorrere qualche giorno a Parigi, ho ben pensato di leggermi anche il librone scritto da Victor Hugo. Non sapevo nulla della storia; non ho mai visto il cartone animato e credo di essere uno dei pochissimi a non aver mai visto manco il musical di Riccardo Cocciante basato su questo libro.

Pertanto, mi sono imbarcato senza saper bene cosa aspettarmi.

Il libro nella sua prima metà è leeeeento (e dire metà libro vuol dire un buon 300 pagine...) molto lento; a voler essere precisi diciamo che Hugo divaga allegramente. Mentre presenta un luogo o mentre incamera un dialogo fra due personaggi, si lancia in aneddoti, cambi di scena, premesse e postmesse; in un paio di occasioni si lancia in interi capitoli dedicati ad un qualcosa di completamente staccato dalla trama, come ad esempio "come si vedeva Parigi dal tetto di Notre Dame", che sarà lungo da solo una trentina di pagine. Sembra uno di quei professori universitari a cui è saltata qualche rotella e, mentre spiega come funziona il teorema tal dei tali, stoppa un attimo la lezione per lasciarsi scappare gustose notizie riguardo la sua produzione di pomodori nel terreno dietro casa sua.

Mi ha dato molto filo da torcere questa cosa, mi è piombata addosso con una certa violenza, sentivo il peso di tutto questo divagare XD
La seconda metà invece scorre meglio, è più fluida e non vi sono più questi piccoli saggi che nulla aggiungono alla trama. Se Hugo avesse ridotto le prime 300 pagine all'essenziale, ne sarebbero rimaste 50 di quelle ed il libro mi sarebbe piaciuto decisaamente di più :)

Nel complesso quindi il libro è buono, ha il suo stile diciamo pomposo, ha bisogno di farsi pregare per andare avanti con la trama, ma ha la sua bellezza.

Ora vorrei passare un attimo ai personaggi però, metterò un voto ed un sintetico pensiero su alcuni di loro, chissà chi la penserà come me  :D

Pierre Gringoire - 7
Povero guaglione, artista mai esploso e subito decaduto, gliene capitano di tutti i colori ma lui si arrangia come può, faccio il tifo per lui.

Jehan Frollo - 7
Guascone e scalmanato, il personaggio più pepato del libro riserva diversi momenti divertenti; verso il finale diviene sempre più esagerato, ma ho apprezzato la sua verve e anche i suoi difetti se vogliamo.

Quasimodo - 7.5
Tanta umanità in un corpo tanto poco umano. Sapete tutti chi è e cosa fa, non potrebbe far meglio di così. Troppo disgraziato per potersi innalzare al di sopra del voto che ho scelto.

Claude Frollo - 8
In assoluto il mio personaggio preferito del libro! Genio e Pazzia; arso da una passione che manda in mille pezzi un potere ed un rango aquisito in tanto tempo e con tanta fatica. In assoluto il personaggio che esce più sconvolto e provato da tutta la faccenda, che a nessuno riesce simpatico e che nessuno comprende per davvero. Il più forte ed allo stesso tempo il più fragile.

Phoebus de Chateaupers - 2
Un energumeno belloccio le cui uniche abilità sono: menare le mani, bere, conquistare donne con nulla galanteria, essere bello. Senza arte ne parte, senza un briciolo di personalità. Una totale zucca vuota.

Esmeralda - 0
Zero! il personaggio che mi è uscito più antipatico. Togliendo le sue abilità di ballerina e sguainatrice di lame nascoste chissàdove, tutto il resto del cervello (non più di un paio di neuroni credo) è impegnato a pensare "io amo Phoebus perchè è bello". Non perchè è bravo, perchè l'ha conquistata, perchè l'ha salvata, perchè qualunque altra cosa, no! Solo e soltanto "perchè è bello". che rabbia! Che stupida oca >_>
Nel libro fa anche un paio di cose buone in certi punti, ma mi cadono le braccia e tutto crolla di fronte a quanto scritto sopra!
Il suo amore cieco e superficiale la porterà alla fine che non vi scrivo, vi dico solo che la sua capra è molto più intelligente (e infatti fa una fine decisamente migliore XD ).



Voi avete letto il libro? Che ne pensate?

2 commenti:

Chiara ha detto...

Io ho visto un paio di volte il musical, ma di leggere il libro, almeno per ora, non se ne parla!
I classici mi hanno un po' stancato, anche se sono sicura che presto me ne ritroverò uno per le mani!

Carlo De Petris ha detto...

a me sono piaciuti tutti i classici che mi sono mai capitati in vita mia, tutti tranne uno: Ultime lettere di Jacopo Ortis, non se ne scendeva proprio, ho impiegato una quantità di tempo spropositata per finirlo, controvoglia come non mai!