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sabato 23 aprile 2016

Il mio primo anno senza Comicon

"e sticazzi?" si lo so - abbiate pietà :)

Per 6 anni ho spiegato io giochi da tavolo alla ludoteca del Comicon e prima ancora ci andavo come semplice visitatore in cerca di ... non si sa bene cosa, ma era bello comunque XD .

Era una grande soddisfazione constatare negli anni che alcune persone degli anni precedenti tornavano e chiedevano di provare altro, entravano nel mondo nerdaccio dei board game. C'era poi la ressa umana che anno dopo anno è scresciuta sempre più e sempre più generalista (e caciarona) diventava, ma alla fine della fiera se ne usciva sempre arricchiti, se non altro per aver fatto una cosa (e riuscendoci bene!) assieme ad altri tuoi amici.

Quest'anno, a casa. Bisognava passare il testimone ai nuovi giovani, poichè io ormai sono nel campo dei diversamente giovani.
Mi mancheranno quei giorni e sono stato felicissimo di averne preso parte ogni volta che ho potuto.

Mi fa strano ora stare qui a Bologna e vedere arrivare foto da Napoli ... di primo impatto una parte di me sente di non essere nel posto giusto, poi con calma mi rendo conto che è stata tracciata una rotta nel mio percorso personale e quindi si va avanti.
Poi oh, io alle fiere continuo ad andarci, solo che ora vado a Modena, o anche all'estero XD ... epperò nessuna di queste è "la mia fiera, quella dove contribuisco".

E' stato bello
Ciao!

domenica 17 aprile 2016

A votare si va

Qualunque sia stata la mia posizione su di un determinato quesito (per esempio a questo giro sono per il NO, per una serie di considerazioni che non sto qui a sciorinare) ho sempre ritenuto fondamentale lasciare nero su bianco la mia opinione.

Trovo sia una grande conquista quella di poter avere i referendum e pertanto io non manco mai, anche quando mi converrebbe astenermi per un cinico gioco basato su una regola non più in linea coi tempi (ahi ahi ahi, il game designer che è in me piange!)

A me piace che il mio uno sia contato, ovvero che la mia opinione conti ancora qualcosa; non vorrei che fra 5-10 o anche 100 anni qualcuno si svegliasse e dicesse "oh, ma sto referendum non raggiunge mai il quorum, con quello che ci costa ... non è uno spreco, togliamolo và".

A parte ciò, trovo più onesto confrontarsi a viso aperto, con opinioni, ragionamenti e tutto quello che vi pare e piace. Nascondersi meschinamente dietro coloro a cui meno importa delle decisioni comuni (chi non va a votare mai in qualsivoglia occasione) l'ho sempre trovato un modo per tapparsi le orecchie e far finta di non ascoltare ciò che il popolo sovrano chiede.

Buon voto a tutti!

sabato 7 marzo 2015

Paradox post

Stavo pensando al motivo per cui non sto scrivendo più sul blogghe.

La vita si sa, va avanti, nella teste nuovi pensieri arrivano e cercano di farsi spazio e tante altre considerazioni belle e profonde.

Io non scrivo più da quando alcuni aspetti della mia vita si sono sistemati, oppure da quando ho cominciato a dover gestire delle nuove responsabilità. Scegliete quella delle due che vi piace di più.

Un po' il tempo, un po' la voglia, un po' l'ispirazione.

Una cosa però non posso trascurarla: da quando ho smesso di scrivere qui mi è sempre rimasto il tarlo che, tutto sommato, mi spiace non scriverci più, mi piacerebbe tornare a farlo prima o poi.

E con questo concludo il post del perchè questo blog è senza post.


lunedì 16 dicembre 2013

La morte

Oggi sono stato ad un funerale.

Purtroppo il papà di un mio collega ha bruscamente cessato la sua esistenza senza dare a nessuno il tempo di prepararsi  per tempo all'evento.
Ognuno ragisce a modo suo a tragici eventi di questa natura: c'è chi si dispera, chi si lancia in tristi spettacoli, c'è chi si tiene tutto dentro, pronto ad esplodere come una pentola a pressione.
Si ricorda chi non c'è più, si parla del fatto che lui faceva questo, aveva detto quello.
In casa del defunto c'è l'albero di Natale ancora incompleto, lo stava finendo lui.
C'è il suo angolino degli attrezzi che invano attende il suo unico fruitore, sarà dura smantellarlo.

Non si sa mai cosa dire, non si sa mai cosa fare. "Non ho parole" è uno stato mentale quanto mai appropriato, specialmente per chi come me non ha ancora (*sgrat sgrat*) esperienza di una tragedia simile; posso immaginarla, posso paragonarla ad altro, ma non la conosco e non la vorrei conoscere mai. Povero illuso.

"Condoglianze" è la formula magica con cui tutti riescono a mettersi l'animo in pace e fare la loro parca figura; "Condoglianze" dona sicurezza nell'incerto individuo che da un lato si sente di dover partecipare e dall'altro Non ha Parole.

Di Condoglianze ne è piena ora la casa del mio collega, ma sticavoli inzomma.
La morte aleggia silente e penetrante e di giorno in giorno l'assenza del malcapitato diverrà sempre più evidente, sempre più reale, sempre più sofferta.

Ad un certo punto, non oggi, non fra una settimana, ma dopo, tutti gli attuali equilibri crolleranno. Un nuovo ordine andrà stabilito in quella casa, chissà cosa ne uscirà fuori! Chissà se il fratellino artistoide che con noncuranza vive la sua vita si ritroverà a dover cambiare registro in casa, chissà cosa accadrà ora al mio collega che continuerà a vivere a 650 chilometri da casa, ma senza più una bussola che gli indica la direzione e con in più la preoccupazione di una madre che è ora anche vedova.

Si ha paura a parlare della morte, la morte zittisce tutto e tutti, la morte logora chi resta al di qua. Anche se la giornata di oggi si è svolta in una pacatezza quasi irreale e totalmente diversa da altri funerali cui ho assistito in passato, mi è oggi un po' più chiaro che certi legami, anche se in primo piano non si notano, sono forti, fortissimi.

Io non ho paura della mia morte di per se, non ne ho mai avuta oserei dire.
Ho paura di cosa lascerei qui da morto, dei miei genitori e della mia saretta che si ritroverebbero con le loro vite ridotte a puzzle con diversi pezzi mancanti.
Ho paura di ricevere un giorno una telefonata e sapere che mio padre guidando l'ennesimo TIR è finito in una brutta situazione, l'ultima di una vita che non gli ha regalato altro che ingiustizie.

Tratto la morte da incosciente ma ne temo gli effetti nefasti per chi mi sta intorno. Sarà una malsana declinazione del mio immancabile altruismo.

sono dispiaciuto per il mio collega e sono un po' confuso, non ho mai pensato così tanto alla morte quanto oggi, manco quando mi è morto il nonno. si vede che oggi l'argomento mi interessa di più o lo temo di più. (non per me, again, ma per chi mi sta attorno!)

"La morte di un uomo è meno affar suo che di chi gli sopravvive"
(Thomas Mann)


Metto fine a questo post sconclusionato e vi saluto in attesa di giojosi argomenti natalizi :)

sabato 30 novembre 2013

Il consumismo matto!

Vedo e rivedo questo video, e non riesco a smettere di farmelo piacere tantissimo:



Convincere migliaia, milioni di persone ad acquistare qualcosa di cui fondamentalmente NON hanno bisogno fa parte di un processo sociale/antropologo/quello che vi pare che mi ha sempre affascinato alquanto.

Negli ultimi anni sempre più chiaramente ho visto espertissimi del marketing riuscire a tirar fuori dal nulla l'hype incontrollabile che porta all'inevitabile acquisto impulsivo della novità del momento da parte del consumatore di turno.

Vi siete mai sentiti lanciati nel tunnel dell'acquisto futile ed irrinunciabile? Avete mai preso qualcosa perchè trascinati da una perfetta campagna mediatica, per poi pensarci su due mesi dopo e dire "ma che l'ho preso a fare" ?

sabato 31 agosto 2013

Il coraggio di demolire

In questo post NON parlerò di me.

Negli ultimi tempi pensavo a certa gente che mi circonda e ad alcuni loro comportamenti. Vi è mai capitato di vedere gente che si attacca alle proprie nostalgie e a certe fisse insensate, magari mettendo a repentaglio i loro stessi equilibri o peggio ancora impedendo a se stessi di raggiungere questi equilibri a causa delle nostalgie e delle fisse di cui sopra?

E' come se uno avesse una casa decrepita, avesse affianco a se tanti bei mattoni nuovi con cui potrebbe edificare un palazzo migliore, ma decidesse che la casa decrepita va bene lo stesso.
Attenzione, non è perchè "chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quello che lascia, ma non sa quello che trova", nossignore. Il tizio del nostro esempio sa benissimo che la sua casa è decrepita ed è ragionevolmente sicuro che con i suoi mattoni nuovi potrebbe tirar fuori qualcosa di decisamente migliore.

C'è purtroppo qualcosa di evanescente che blocca il nostro omino: egli si è affezionato alla casa decrepita e quasi quasi decide di restarci dentro, anche se questa è oramai a rischio di agibilità, anche se nel bel mezzo di una notte qualunque può aprirsi come una scatoletta e ripiegarsi mestamente su se stessa.

Ci sono persone che hanno paura di demolire, eppure demolire non è per forza una male, anzi! Spesso da un qualcosa che si è demolito è poi nato qualcosa di migliore, di più robusto, di più moderno, di più bello.

Faccio presente che nel nostro esempio di sopra non stiamo parlando di buttar giù un qualche edificio di qualsivoglia valore storico, qualcosa che valga davvero la pena di conservare per l'eternità, parliamo proprio di una catapecchia che qualsiasi essere dotato di più che un fascio di nervi educatamente ma perentoriamente eviterebbe ad ogni costo.

Nel mio passato (oh no, avevo scritto che non avrei parlato di me! /me inaffidabile) ho dovuto demolire una parte di me stesso. Per mesi ho cercato di tenermela stretta quella parte, mi sembrava così bella e preziosa da non doverla infangare con qualche volgare nuova boccata di nuova vita, che pure avrei potuto trovare con facilità.
Ebbene, quando un giorno mi decisi che era bene demolire, da quelle ceneri e da quel terreno è nato fuori quanto di meglio avessi mai potuto sperare. Fra le altre cose, da quelle ceneri è nato anche questo blog :P

C'è gente che ha paura di demolire, che si attacca a qualsiasi cosa pur di non intraprendere il processo della ricostruzione. C'è n'è tanta di gente così oppure stanno capitando tutte attorno a me ultimamente?

lunedì 19 agosto 2013

Ventottenni che traslocano

Ciao a tutti!

Questo post servirà fondamentalmente per comunicare due cose: la prima è che da domani ricevo ufficialmente le chiavi della "mia" nuova casa :D

Potrò finalmente cominciare a portare lì tutte le mie cose e rendere realtà un po' di idee che mi gironzolavano per la testa.

Sarò finalmente libero di fare quel che mi pare senza dover pensare se infastidisco o meno i coinquilini! Sarò solo io, con frequenti quanto gradite visite della Saretta :D

Sarò anche libero di invitare un sacco di gente che non ho potuto ospitare fino ad oggi, sarà l'occasione per vivere tanti bei momenti.


La seconda cosa che volevo comunicare in questo post, ma che si lega in modo indissolubile a quanto scritto finora, è legato ad un post di Strawberry.
Cosa significa per noi essere arrivati (vicini ai) 30 anni?

Oggi, mentre passeggiavo per Napoli, mi sono imbattuto in un negozio ELDO. C'era una bella pubblicità per l'ultimo modello di Playstation 3: ultraslim e con 500Gigabyte di Hard disk per soli 199 euro. Quel che ho pensato, lì per lì, è stato "Bello, sarebbe la regina del mio nuovo lasotto, però con la stessa cifra mi ci compro un signor forno a microonde per la casa nuova!"

E quindi eccola lì, la mossa del trentenne! Il reparto elettrodomestici improvvisamente diventa più allettante di quello Videogames. Sono vecchio marcio oramai.

Cosa significa avere (quasi) trent'anni? Probabilmente, banalmente, vorrà dire avere i problemi dei grandi senza l'esperienza dei grandi. Siamo un branco di postadolescenti allo sbaraglio. Abbiamo poche idee, ma confuse. In compenso, siamo armati delle migliori intenzioni! (E con le buone intenzioni, di questi tempi, ci campano persino i governi!)

sabato 27 luglio 2013

Stili di guida

Stamattina, mentre andavo in agenzia immobiliare (dove ho lasciato sul banco un sacco di soldi in vista dell'imminente cambio di casa ^^'') mi sono soffermato un attimo a considerare me alla guida.

La considerazione, fondamentalmente, è la seguente: a seconda di chi mi siede affianco, la mia guida cambia.
E' una selezione che avviene in modo del tutto automatico, non sono io che coscientemente ci penso e mi adeguo a chi mi affianca; succede e basta.

Pertanto se c'è il coinquilino, tendo a sorpassare poco e a sembrare in generale meno sicuro; se c'è la sara la guida diventa molto più sciolta e fluida, ma con una velocità di crociera tutto sommato contenuta; se sono solo, comincio a far volare il macinino che conduco (ma SE e solo SE le condizioni di strada, traffico e possibili ostacoli lo consentono).

La cosa su cui mi soffermavo era per l'appunto l'automatismo con cui attuo questi diversi stili di guida. Un po' mi affascina quando una qualche parte di me prende queste decisioni al mio posto; detto così potrebbe sembrare inquietante, in realtà io lo trovo quanto mai interessante (e spesso anche comodo :D )

A voi capitano spesso situazioni del genere? Alcune vostre azioni si adeguano "in automatico" o riuscite sempre a pensarci e a regolarvi coscientemente?

domenica 23 giugno 2013

Gestione dello stress

Stress, stress, un mare di stress!

Nelle mie ultime settimane lavorative non penso altro e non sento nient'altro che ondate di stress che mi travolgono come non mai :/

C'è un po' di tutto: scadenze tragicamente ravvicinate, attività cui qualcun altro non ha ben previsto i giusti tempi per portare le suddette a termine, imprevisti, condivisione di risorse che "servono a tutti prima di subito" per risolvere questioni che sono sempre, inevitabilmente "urgenti, critiche, bloccanti".

Il lavoro in se continua a piacermi, ma la ggente tutto intorno sta un po' ammattendo con questi ritmi elevati e questo mare di compiti contro cui ci si deve scontrare!

E quindi ... sento che c'è troppo stress anche in me stesso. Questo stress mi insegue, mi toglie energie e volontà, mi fa perdere tempo sia a lavoro che a casa! Uno cerca di organizzarsi, di riordinare le proprie attività per ottimizzare, per migliorare i processi ... ma niente, altro stress è sempre in arrivo, fresco di giornata.

Influenza in modo incisivo la qualità della mia vita ed in molte occasioni noto che mi toglie anche un po' la voglia di fare in senso assoluto : in casa faccio meno cose, ho meno voglia di iniziarne altre.

Spero che questo periodo passi presto!

sabato 13 aprile 2013

il volto di una città

Stavo pensando ...

che non mi importa molto di che volto abbia una città il sabato sera, di quanta movida sia possibile trovare in giro e via dicendo.

Sono sempre stato un tipo di quelli che cercano il volto della città ... il sabato a mezzogiorno, diciamo XD

Mi piace di più quel momento, lo trovo più genuino, più figlio delle proprie radici che carattere adottato dal resto del mondo che globalizza tutto e tutti.

E così, almeno stasera, son riuscito a scrivere un mio pensiero (un pò strambo) su questo blogghino che tanto amo e che troppo trascuro!

martedì 5 marzo 2013

Fuoco e fiamme

La Città della Scienza è un'iniziativa di promozione e divulgazione della scienza gestita dalla Fondazione IDIS-Città della Scienza e messa in atto attraverso un struttura multifunzionale sita nel quartiere di Bagnoli in Napoli, composta da un museo scientifico interattivo, un incubatore di imprese e un centro di formazione.


Uno dei pezzi più belli della Napoli pulita e perbene, quella che punta sulla cultura e sul futuro ...è andato in fiamme ieri sera è chissà se mai rinascerà.


Quasi certa la natura dolosa dell'episodio: è un po' difficile che in modo casuale il fuoco prenda piede partendo contemporaneamente da 4 focolari diversi in 4 punti diversi di una struttura di centinaia di metri. 




Un giorno molto triste per la mia città. Per me è il simbolo di un degrado irrecuperabile, di una discesa senza fine. Poi dicono che alla gente vien voglia di emigrare!


:(

lunedì 11 febbraio 2013

Dimissioni

E' arrivata come un fulmine a ciel sereno la notizia che Papa Benedetto XVI, al secolo Joseph Ratzinger, rassegna le proprie dimissioni dalla carica di pontefice.

Un evento che non accadeva da secoli, come i più hanno riportato. E' infatti dal 1415 con Gregorio XII che un Papa in carica decidesse di abdicare, se così vogliam dire.
In molti hanno anche citato il più noto caso di Celestino V che fece un passo indietro nel 1294 e di cui l'Alighieri ci dice:


«Poscia ch'io v'ebbi alcun riconosciuto,
vidi e conobbi l'ombra di colui
che fece per viltade il gran rifiuto.»
(Inferno, III, 58-60)

Viltade oppure no, questo non ci interessa al momento. Ora volevo giusto lanciare un paio di spunti a caldo sulla faccenda odierna. Tutti già citati e soppesati dai giornali, ma son le prime cose che mi sono venute a mente meditando sull'inatteso evento. Sono un po' sconclusionate, sono sfaccettature di pensieri non tutti concordi fra loro, ma tant'è.

1) com'è umano lei!
Vecchietto, uomo di teologia e di erudizione, t'han messo lì perchè magari non sapevano bene chi eleggere ed avran pensato "Bah, parcheggiamoci peppino per ora, che nel mentre c'è il suo papato breve noi ci si accorda meglio!" 
Invece il papato breve non è stato così breve, lui non je la faceva più a regger tutti gli oneri della baracca ed ha compiuto un gesto di umana umiltà e di lungimiranza, avrà pensato che serve un papa con le energie al 120% per poter tenere il timore di una barca che ha purtroppo diverse falle e rischia di arenarsi in secche insidiose.

2) Fifone!
Ma come, il papa non è forse il vicario di Cristo in terra? non deve anch'egli portarsi in groppa un po' di umana sofferenza? Che forse il buon Gesù avrebbe mai detto "Vabè, mi fermo qui, continui un altro, conoscete la via!"
Non è un bell'esempio dire "ah no, c'ho il torcicollo, non je la fo più". 
C'è gente che soffre molto e quotidianamente per vivere nel cristianesimo, sotto pressioni e minacce che non finiremmo più di elencare; lasciare così potrebbe infastidire qualcuno.
3) Intrigo!
Queste dimissioni non sono altro che l'atto finale di una guerra politica in pieno svolgimento in seno al Vaticano. Scandali, fughe di notizie, persone allontanate, spionaggio internazionale fanno da cornice ad una resa dei conti fra diverse fazioni di cui noi vediamo solamente le briciole e che poco ha a che fare con la spiritualità e tutto il resto.

4) Giacobbo!
L'evento odierno altro non può essere che l'avverarsi di una profezia di Nostradamus, comprendente scie chimiche, signoraggio bancario, falsi allunaggi, cavalieri templari, Dan Brown e Silvio Berlusconi.

Voi vi siete fatti un'idea più precisa? (e che sia una sola magari XD)

sabato 19 gennaio 2013

E alla fine si arriva alla fine!

Pensiamo di aver compreso la realtà, ma il nostro universo è soltanto una realtà tra tante. La verità sconosciuta è che il modo per viaggiare tra queste realtà è già stato scoperto da esseri più o meno come noi, ma la cui storia è leggermente più avanti della nostra. Gli aspetti negativi di tali visite sarebbero irreversibili sia per il nostro mondo che per il loro. Comincerebbe da una serie di eventi soprannaturali inizialmente difficili da notare, ma che aumenterebbero sempre di più, simili ad un cancro, finché un solo dato di fatto diventerebbe innegabile: soltanto un mondo sopravviverà. E resteremo noi, o loro.

Con questa citazione del dottor Walter Bishop posso ben racchiudere le 5 stagioni di Fringe che si sono concluse ieri sera (parlo della versione in lingua inglese, of course! ).


Una serie che mi ha preso molto, che ha sempre avuto un potenziale enorme, anche se probabilmente non lo ha mai sfruttato tutto.
Nel corso delle stagioni vari filoni narrativi hanno preso il ruolo da protagonista e poi, dopo aver presenziato per qualche puntata, venivano accantonati per far posto a nuove idee, nuovi filoni ... e non sempre i vecchi venivano chiusi degnamente XD

A parte questo difettuccio la serie mi ha regalato tanti bei momenti, anche se è mancata una visione globale, un grande disegno. E' evidente che sia stata scritta stagione per stagione insomma (si era sempre in dubbio sul suo futuro) ma alla fine anche l'ultima stagione ha regalato belle cose.

Mi mancherai tanto, Fringe team! :°D




[clicca per ingrandire]
toh, di nuovo Zerocalcare fra i piedi :D

mercoledì 9 gennaio 2013

Pensieri sparsi

Le ferie son finite ormai da un pezzo ed il lavoro è ricominciato. Pian piano si accumulano compiti e chissà dove andremo a finire nel prossimo futuro.

Al mio ritorno a Modena non ho trovato la neve, come un pò speravo, mentre si è subito fatta viva una fitta nebbia, come purtroppo temevo.
Finora non si è ancora visto il grande freddo che tutti mi raccontano, quindi ho paura che possa finire con una supergelata a fine gennaio dove verrà giù tutto quello che doveva arrivare in questi mesi. Tutto assieme.

Il mio umore ha avuto qualche saliscendi, sopratutto verso il basso. Sempre più spesso maturo la voglia di volermi rendere maggiormente indipendente, di poter diventare completamente libero nelle mie scelte (leggasi: voglio vivere da solo :D)

Questa settimana col coinquilino sembra esserci una strana calma, non me la spiego ancora del tutto; forse non si è ancora riambientato, sarà ancora assuefatto dalle troppe ferie e dalle comodità di casa di mammà.

Mi mancano i miei passatempi, mi scoccia non avere mai tempo per molti miei progetti, mi pesa star lontano dalla Saretta, ma da bravo investitore semino oggi per raccogliere domani.

Devo puntare su di me, e devo farlo in modo convincente; se non ci credo io, chi dovrebbe mai farlo al posto mio? (credici di più!)

Già oggi, cominciando a guardarmi un attimino alle spalle, posso dire che mi è andata bene, che la scommessa di fermarmi solo alla laurea triennale in questo momento sta pagando (oltre ogni immaginazione!), che ho giocato bene le mie carte.

A me va bene ... però ai miei va male.
Papà è di nuovo senza lavoro e ormai a più di 50 anni diventa difficile ricollocarsi ... li aiuto fin dove posso, erodendo una parte di quei soldi che da brava formichina dovrei mettermi da parte per il futuro, per comprarmi na casa ... cose così. Ma che devo fare? So bene quanto sia davvero piccolo il paracadute di cui i miei dispongono, sono obbligato ad intervenire, anche se loro sono contrari!

E la Saretta? Che cosa fa ultimamente?
Dopo aver festeggiato il suo primo anno di epilessia (sigh) sembra aver ritrovato un buon ritmo nello studio. Le farebbe davvero comodo superare il prossimo esame, sopratutto per incoraggiarla ad andare avanti. Al momento lei si divide un po' fra insicurezza e sensi di colpa verso di me ("Perchè se fossi già laureata ora potremmo già stare assieme da qualche parte..."). non va bene!
Se poi i prof non si mettono di traverso, con discorsi del tipo "Ma signorina, potrei proporle un voto basso, ma col suo libretto (pieno di 30) non posso metterle un voto basso, quindi la prego di tornare la prossima volta!" allora le possibilità di una ripresa ci son tutte.

Chiudiamo in dolcezza: nei miei primi 3 mesi a Modena avevo perso 4-5 chili ... ora li ho rimessi :D
Ah, il Natale! Ah, i dolci! Ah, la frutta secca!

Spero di poter tornare a scrivere qui con maggior regolarità. Ne ho sempre voglia, ma non sempre ne ho le forze.

Alla prossima!

mercoledì 26 dicembre 2012

Incastri difficili

Oggi ho saputo che sono invitato ad un matrimonio per il 7 giugno, con cerimonia a Roma e festeggiamenti a Bracciano.
Tutto bene ... se non fosse che il giorno dopo ho già un altro matrimonio, a Bologna e dintorni.

Come farò ad essere presente ad entrambi? (Non posso mancare a nessuno dei due)
Suggerimenti?

lunedì 24 dicembre 2012

Mille forme di gioia

"Perchè adesso sapeva: c'erano nel mondo mille e mille forme di gioia, ma, in fondo, tutte si racchiudevano in una sola: quella di poter amare. E gioia e amore erano la stessa cosa"

(M.Ende - La storia infinita)

giovedì 29 novembre 2012

non è tutto oro ciò che luccica

Questo mio ultimo periodo è stato pieno di eventi, supratutto positivi. Ho trovato lavoro presso un'azienda da sogno (ma lo stipendio è normalissimo eh! :P ), ho avuto i primi soldi miei, il gioco da tavolo è andato bene al concorso che rincorrevo da un paio d'anni, sono persino stato al Concerto della mia band preferita ... però c'è qualcosa che non va.

Mi sto un pò logorando mentalmente. C'è stress, tanto stress, che non riesco a smaltire come si deve.

Una parte dello stress, ovviamente, viene dal lavoro. C'è sempre troppa roba da fare in troppo poco tempo. Mi è capitato un tutor che in azienda si distingue sopratutto per essere quello che lavora più ore di tutti, e cerca di trascinarmi dietro di se con questa impostazione basata sugli obiettivi, come direbbe lui. A me sembra di essere in perenne emergenza, ma se l'emergenza diventa un fatto quotidiano, questo non va bene.

L'altra fetta di stress invece me la riserva il mio coinquilino, con cui non c'è un rapporto ideale, ma è più che altro un suo continuo lamentarsi di ogni cosa. Tenendo conto che io sono sempre stata una persona che non vuole dar fastidio a nessuno. Le sue continue lamentele ed esigenze mi generano tanto stress. Mi sembra che io cerchi di adattarmi il più possibile senza veder fare altrettanto dall'altro lato.

Questa quantità di stress poi non viene adeguatamente smaltita: i due canali principali attraverso cui a Napoli trovavo serenità (la Saretta e le mie giocate in compagnia) ora sono difficilmente accessibili, aggravando la mia situazione.

E insomma, accumulo. Poi però arriva il momento in cui la testa ne è piena ed ho bisogno di una pausa, come oggi. Oggi non sono andato a lavoro. Non so come verrà vista la mia assenza (poichè, diciamolo, non ho alcun malanno fisico, ma solo psicologico), ma avevo proprio bisogno di staccare la spina per un giorno.

Sono andato a farmi una passeggiata, ho visto cose, mi son messo a leggere e scrivere ... ora mi sento meglio, ma spero che in futuro riesca a gestire meglio la situazione!

Dottò, è grave?


sabato 24 novembre 2012

Lucchetti


"Che razza di società è quella dove il simbolo per l'amore è un lucchetto?"

martedì 18 settembre 2012

Prima settimana: andata

Sono venuto su, al Nord, ed ho avuto una prima settimana di fuoco. Durante l'orario di lavoro il tempo è quasi equamente diviso in due fra studio ed analisi di cose fatte da altri (sono pur sempre un novellino, devo imparare tanto!)

Per quanto riguarda il resto, sono stato prima in una stanzetta d'albergo, poi ho trovato casa, poi ho traslocato, infine ho cominciato le grandi pulizie, sera dopo sera. In tutto ciò sono anche sceso di nuovo a Napoli e tornato nuovamente a Modena, con due pesanti valigie al seguito ...

Insomma, quasi non ho il tempo di respirare in questo primo periodo, ma ne verrò fuori in qualche modo.

La caparbietà che mi ha portato fin qui continuerà ad accompagnarmi, nel senso che farò di tutto per tenermi stretta l'opportunità che mi è stata data: il luogo dove lavoro mi piace troppo, mi riempie di entusiamo. Arrivo a fine giornata ed ho ancora tanta voglia di fare, di studiare, di imparare. Persino la mensa è buona e non ho di che lamentarmi! :D 

non voglio lasciarmi sfuggire tutto ciò, non voglio arrivare alla "verifica" di fine anno con un benservito!
Devo farcela, devo Crederci ;)

mercoledì 8 agosto 2012

Prossimo emigrante (ma di lusso)

Il colloquio alla fine è andato bene.

Pertanto a partire da settembre dovrò lasciare Napoli, dove ho sempre vissuto, per spostarmi in Emilia, a cavallo fra le province di Bologna e Modena.

Non è semplicemente "il lavoro che mi chiama" ma, come ho metaforicamente accennato tempo fa, è probabilmente per me l'occasione della vita. Tanto mi è stato concesso e non posso proprio permettermi il lusso di qualsivoglia minimo dubbio.

I primi mesi saranno particolarmente tosti: sarò sotto continua osservazione, dovrò mostrarmi bravo sia in ciò che già conosco, sia (e sopratutto) nell'apprendere cose nuove, nello svolgere i compiti che mi verranno assegnati (e nessuno di questi sarà mai semplice).

Inoltre, come chi di voi ha mai vissuto da fuorisede ben sa, dovrò stare lontano dai miei affetti! Se per la parentela in generale non provo alcun minimo sentimento, vivere distante dai miei genitori e sopratutto dalla Saretta (che un giorno mi raggiungerà, ma intanto ... é_è ) non mi sarà indifferente, tutt'altro.

Però, come dicevo, mi hanno fatto un'offerta che non si può rifiutare. No, non mi è arrivata da Il Padrino, ma da una prestigiosa azienda automobilistica, una di quelle famose in tutto il mondo! Se solo mi metto a considerare a mente fredda che lavorerò lì (dove presterò consulenza per almeno 11 mesi), mi viene la tremarella e mi sento piccolo piccolo XD

Spero di riuscire a farmi valere anche lì, nella casa del Toro!