sabato 21 aprile 2012

Letture italiane: Elianto

Eccoci qui alla terza puntata della mia piccola incursione su alcuni autori italiani contemporanei, di cui mai avevo letto nulla prima d'ora.


Oggi tocca a Stefano Benni, di cui molte sirene mi han decantato le lodi dei suoi racconti, porta con se il fardello di aspettative decisamente alte; vediamo come ne è uscito dalla mia testolina dopo la lettura del suo Elianto (fra l'altro anche alcune persone qui, commentando questo blog, mi hanno suggerito questa lettura ;) )

Le vicende raccontate in Elianto presentano un mondo, anzi, un grappolo di mondi legati fra loro da forze e leggi misteriose, accessibili solo a pochi. Ciascun mondo presenta numerose stravaganze sia nella morfologia del territorio, sia nei personaggi che vi abitano.
Il fulcro geografico e narrativo di questa storia è quella che più o meno dovrebbe rappresentare la nostra Terra, o meglio una sua versione alternativa: un mondo dalle nervature distopiche ma senza troppe tinte oscure, in cui tutte le scelte importanti sono affidate ad un megacervellone e tutta la popolazione viene educata ed anestetizzata a suon di battage televisivi. Il mantra propinato al comune cittadino è l'omologazione totale. "Siate maggioranza" ripete spesso il più quotato dei presentatori.

Elianto, che giace in un letto di una clinica, è solo uno dei moltissimi esseri che ci capiterà di incontrare sfogliando le pagine di questo libro; un capitolo dopo l'altro familierizzeremo con teppistelli di quartiere, ninja depressi, demoni pasticcioni, scimmie chef e chi più ne ha più ne metta.

La scrittura è brillante, superba: potrei trovarmi di fronte a ciò che potrei definire come quanto più vicino abbia mai visto fino ad ora di "come mi piacerebbe scrivere qualcosa". Tutto viene reso egregiamente con non troppe parole e non troppi paroloni. Potrei star lì a leggere pagine e pagine senza senso ed essere contento lo stesso, tanto son scritte come piace a me.

In effetti, il punto un pò dolente di questa mia esperienza sta proprio nella trama: Alla fin fine, pur piacendomi tutti i singoli capitoli, ho perso un pò il filo del discorso e non ho ben capito dove sono andati a parare un pò tutti. Non mi è chiara la destinazione, ma il viaggio per raggiungerla è spettacolare :D
Un certo modo di condurre gli eventi a volte mi ricorda un pò Douglas Adams, questo ovviamente non può essere che un bene XD

in sintesi: promosso a pieni voti! (5 stellette anobiane :D )

Spero di poter leggere altri libri di Benni quanto prima (probabilmente Saltatempo, che la Saretta mi suggerisce)

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Ora mi fermo un pò con gli autori italiani e torno al mio solito fantasy/fantascienza, sono previste molte letture e riletture nei prossimi mesi, non c'è tempo da perdere :) !

5 commenti:

Federica ha detto...

io consiglio anche la compagnia dei celestini...

Sevenbreads ha detto...

"Un certo modo di condurre gli eventi a volte mi ricorda un pò Douglas Adams" quindi in pratica non si capisce dove deve andare a parare?

Carlo De Petris ha detto...

Federica
ME lo segno. Prima o poi toccherà anche a lui ;)

Sevenbreads
Fra le varie cose, si! Ma sopratutto sono le trovate fuori di testa, le situazioni nate da una fantasia Superiore, che mi hanno fatto avvertire una lunghezza d'onda similare.

Simo ha detto...

Condivido a pieno le tue sensazioni. Anche per me Stefano Benni ha uno stile fantastico, ma, soprattutto negli ultimi libri, si perde un po' nella trama...ti ubriaca con il suo flusso di parole, ma se ti fermi a riflettere perdi il filo del tutto...io ho letto "La grammatica di Dio" e "Pane e tempesta".
Credo che prima bisogna leggersi i suoi primi romanzi: "Bar Sport", "La compagnia dei Celestini", "Margherita Dolcevita" e "Achille pie' veloce". Prima o poi devo colmare questa lacuna!

Carlo De Petris ha detto...

Io prima o poi devo colmare tutto il resto XD