mercoledì 20 luglio 2011

Vasilij Vasil'evič Kandinskij

Kandinskij si può a buon diritto considerare come il padre della "pittura astratta".


Da sempre l'ho considerato uno dei miei preferiti, con le sue idee assolutamente innovative che possiamo riassumere con: non c'è bisogno di limitarsi a rappresentare oggetti materiali per far vibrare le nostre emozioni.

Come scrisse lui: "Il colore è un mezzo che consente di esercitare un influsso diretto sull'anima. Il colore è il tasto, l'occhio il martelletto, l'anima è il pianoforte dalle molte corde."

Quest'anno, con mio sommo piacere, avrò modo di poter ammirare una delle più grosse collezioni di tele di questo artista. dove? A Parigi ovviamente, al Centre Georges Pompidou per la precisione.

Fra gli altri, avrò modo di potermi gustare faccia a faccia il celeberrimo "Giallo, rosso, blu"


Giallo, rosso, blu
(Giallo, rosso, blu - olio su tela cm 127 x 200 - 1925)

non vedo l'ora di andarci! Nel frattempo ho deciso di dedicare il mio avatar di Blogspot a questa tela, prendendo un particolare del suo lato sinistro che da sempre ho visto come un volto nascosto :)

A voi piace questo pittore?

2 commenti:

Chiara ha detto...

La pittura astratta mi attira. Unico neo della questione è che mi sembra di "capire a metà" questi quadri.
Un quadro "classico" riesco a capirlo meglio, quasi ad interiorizzarlo.

Carlo De Petris ha detto...

credo che alla base dei quadri di Kandinskij il concetto di fruizione differisca un pò dai canoni precedenti, ma anche da quelli successivi.

In Kandinskij credo che non si vada troppo oltre il "colpire l'anima dello spettatore con il colore, la linea, le superfici", non vanno "capiti" (a differenza di molti autori contemporanei, che anche io capisco per così dire a metà)