lunedì 14 marzo 2011

Difficile da commentare

son passati quanto? 3 giorni? eppure descrizioni appropriate non me ne vengono.

le immagini parlano da sole, date un'occhiata qui per esempio --> http://www.abc.net.au/news/events/japan-quake-2011/beforeafter.htm

mentre immagino che già conoscete i video passati incessantemente su ogni mezzo di comunicazione del globo:



In mezzo a tutta sta tragedia, non posso fare a meno però di ammirare il popolo giapponese: per uno come me che ha la testa d'ingegnere, notare l'ordine e la compostezza con cui persino un momento talmente critico viene vissuto ed affrontato dalla massa, da tutti, ha dell'incredibile per me, abitante del mediterraneo.

Riporto questo stralcio che ho trovato in giro, a parlare è un italiano presente a Tokyo(che non posso linkare se non attraverso il suo profilo su un forum) :

"Oggi pomeriggio, durante la scossa principale, ero in riunione con dei clienti, per fortuna al piano terra. Siamo usciti in strada e per due interminabili minuti ho visto un quartiere intero, composto in buona parte da palazzi di trenta piani, oscillare come un budino al cioccolato. La visione era abbastanza apocalittica, eppure non si è rotto un vetro, non è caduto un calcinaccio, non ci sono state scene di panico o altro, giusto un po' di gente comprensibilmente spaventata che si è ordinatamente avviata (a piedi) verso casa.

Un signore anziano, molto composto seppur visibilmente scosso, è stato accompagnato fuori da due colleghi più giovani. Ho visto un paio di ragazze abbracciarsi, molti uomini guardarsi in giro smarriti con il caschetto d'ordinanza, tante persone prendere il telefono e avvertire casa, senza urlare, senza agitarsi, senza creare inutile panico. Rientrando nel palazzo (perché, finito il terremoto, abbiamo proseguito la riunione fino alle sette di sera, come previsto dal programma) ho visto un paio di lastre di marmo dell'atrio un po' scheggiate, e qualche impiegato appena un po' trafelato scendere dalle scale. Niente più di così.

Chi ha detto che i giapponesi sono abituati ai terremoti ha ragione soltanto in parte. Oggi, parlando con i nostri clienti, ci hanno detto che una cosa anche lontanamente simile a questa loro non l'hanno mai vista. Scossette, anche frequenti, ma questo no. E poco importa che Tokyo fosse relativamente lontana dall'epicentro - pare che comunque la scossa, da queste parti, sia stata paragonabile a una di magnitudo 6 - così come poco importa che gli straordinari edifici di cui è fatta siano riusciti a reggere all'urto in una maniera che ai miei occhi è sembrata quasi magica. Ciò che davvero mi è sembrato incredibile, e che mi ha fatto spalancare incredulo i miei occhi da italiano, è stata la civiltà con cui la gente di questa città gigantesca ha reagito ad un evento così spaventoso.


Molti dei clienti con cui siamo stati in riunione oggi stasera non sono stati in grado di tornare a casa, e probabilmente in questo momento stanno dormendo - se stanno dormendo - in ufficio. Io in hotel ci sono tornato a piedi, facendomi una decina di chilometri in mezzo ad una marea umana infinita, scatenata per le vie della più grande metropoli del mondo dalla chiusura dei metrò e da un colossale imbottigliamento delle strade, in cui bus e taxi tutti pieni avanzavano a passo d'uomo. Manco a dirlo, sia la marea che l'imbottigliamento erano perfettamente ordinati. Non ho sentito un clacson, non ho visto due persone litigare o lamentarsi.
"

Ho trovato anche un blog di un altro italiano che abita lì, negli ultimi giorni ha scritto pareccio: fateci un salto se vi va di approfondire http://pesceriso.wordpress.com

Io me ne sto qui a cercare di commentare ... difficile, ma ci si prova.

PS
Si parla tanto della centrale nucleare ... ma non fidatevi di nessuna cosa che sentirete in TV,  andate sul sito internet della BBC che è meglio!

3 commenti:

Princesse ha detto...

Anche io ieri ho scritto un post sull'argomento, e anche io come te mi sono limiata a delel semplici riflessioni, perchè di commenti, davvero, non ce n'è bisogno...
è pazzesco! io, che ho vissuto sulla mia pelle il terremoto dell'Aquila, non riesco neanche lontanamente ad immaginare una catastrofe di queste proporzioni... e soprattutto, non riesco neanche lontanamente ad immaginare cosa sarebbe potuto succedere se la stessa situazione si fosse verificata in una qualsiasi altra parte del globo.

Carlo De Petris ha detto...

Ciao Princesse

Cosa sarebbe successo, per esempio, qui?
A occhio e croce direi che tutto ciò che si trova fra Roma e Bologna non esisterebbe più, casa più casa meno.

Ma, come ne accennavo già, anche nella tragedia il comportamento delle persone può fare molto. Non so come è andata da te, ma i miei genitormi mi raccontarono del caos incredibile che ci fù da queste parti nel 1980 e dei feriti generati dalle persone in panico. Lì è arrivato il finimondo eppure non si sono dati a nessuna isteria. 10-12 milioni di persone che rientrano a casa a piedi senza creare casini ... questo si che sarebbe impossibile in Italia.
Li ammiravo prima per tante cose (ma non in tutto eh ... )ed ancora di più li ammiro adesso.

Chiara ha detto...

Anche io sono rimasta colpita dal loro comportamento, dalla loro compostezza.
In alcuni video ho visto gente che ha continuato a lavorare, anche durante la scossa.
"Sono abituati loro ai terremoti", questo mi hanno detto le persone con cui ho parlato di questa mia impressione...

Ma come si fa ad abituarsi ad un terremoto?