mercoledì 17 agosto 2011

Giovedì 4 agosto - Musée d'Orsay e Place Vendome

Dopo aver pranzato a le Tuileries constatiamo che è ancora prestino rispetto ai nostri piani quindi andiamo un pò in giro per i giardini a curiosare in giro. Da bambinoni quali siamo, ci dirigiamo verso la ruota panoramica che sta su un lato del parco; lì scopriamo che oltre alla ruota c'è un vero e proprio luna park con tutte le sue giostre grandi e piccine.

Le Tuileries
[Foto by Cdp]

Bighelloniamo per un pò, per un attimo ci viene persino la tentazione di entrare in una di quelle giostre "percorso ad ostacoli" che tanto ci piacerebbe fare, ma alla fine restiamo coi piedi per terra e proseguiamo il giro per i giardini. Ci incamminiamo verso il fiume e scendiamo le scale per vederlo un pò da vicino; sulla riva opposta, in bella vista, la nostra prossima meta :)

Musée d'Orsay - Paris
[Foto by Cdp]

Arriviamo al Musée d'Orsay di primo pomeriggio, facciamo pochi minuti di fila e poi subito entriamo.
La situazione non è delle migliori: a causa di grossi lavori di restauro dell'edificio il grosso della collezione è stato ricollocato in modo diverso dal solito, quindi la disposizione e la fruizione delle opere risentiva un pò di questa situazione precaria. Non riusciamo a vedere le tele in un ordine preciso (come invece era successo per l'Orangeriepoche ore prima) per cui saltiamo continuamente fra la metà e la fine dell'800, fra impressionisti ed accademici, fra un autore e l'altro.

A parte questi piccoli disagi e ad una densità umana decisamente elevata (ma prevedibile) l'esperienza da me vissuta si può ben definira un'abbuffata di prelibatezze artistiche.
Capolavori assoluti, tele fra le più note al mondo ... tutto a ripetizione, una dietro l'altra. Pur vedendole con comodo, assimilarle tutte in successione mi crea una sensazione simile ad un'indigestione; penso spesso che "è troppa roba per così poco tempo!" (dove "troppa" è inteso sia in quantità che in qualità).

Foto purtroppo non ve ne posso mostrare; a differenza di tutti gli altri musei che vedremo a Parigi, qui vige strettamente il divieto di fare foto, con o senza flash. L'unica immagine che riusciamo a rubare mostra il grande orologio della vecchia stazione ferroviaria:

Musée d'Orsay
[Foto by Saretta]

Andando più in dettaglio sui pittori, anche qui ai masismi livelli di preferenza personale ci sono gli stessi due dell'Orangerie, ovvero Renoir e Monet. A questi però va aggiunto Manet, che mi sta tanto simpatico, è stato innovatore nei contenuti a modo suo, si è mantenuto indipendente da tutto e da tutti e guardando da molto vicino le sue pennellate posso dire anche che era decisamente bravo anche tecnicamente (per quel mignolo che ne capisco). E poi oh, finalmente ho visto la cameriera alle spalle di Olympia, che nelle stampe sui libri è solitamente difficilissimo riconoscerla dallo sfondo XD

Nota negativa: a causa dei lavori in corso, una parte delle opere non era visibile; fra le opere che non abbiam visto ci sono le tele di Van Gogh ed altre cosette che mi sarebbe piaciuto vedere. Uffola!

Usciamo dal museo verso le sette di sera. Visto che non è tardissimo ne approfittiamo per fare due passi fra negozi "da turisti" pieni di cianfrusaglie e ricordini. Dopo ciò riattraversiamo la Senna per andare dritti dritti a Place Vendome, approfittando della luce ancora alta nel cielo.
Come forse saprete questa è una delle piazze più chic della città, sede del rinomatissimo Hotel Ritz. E' pertanto da facile profeta che dico alla Saretta "Vuoi vedere che ora in piazza vedremo un macchinone costosissimo?". Banalmente, proprio di fronte all'ingresso dell'albergo, faceva sfoggio di sè una rombante Lamborghini gialla:

Lamborghini
[Foto by Saretta]

al centro della Piazza c'è una colonna che ricorda molto la colonna Traiana a Roma (da cui effettivamente questa parigina prende l'ispirazione)

colonna Place Vendome
[Foto by Saretta]

La cosidetta Colonna D'Austerliz parla di alcune delle Gesta di Napoleone (Una cui raffigurazione troneggia in cima) e venne costruita col bronzo ottenuto dalla fusione di un certo numero di cannoni austriaci e russi (la leggenda vuole siano 1200, probabilmente erano fra i 130 ed i 150).

Dopo aver respirato l'estrema sciccheria della piazza e delle persone-tipo che la animano (fra cui merita una menzione speciale una giapponese vestita di tutto punto in abiti classici del Sol Levante, con tanto si Fiocchettone alle spalle e zoccoletti squadrati di legno) arriviamo alla fine della nostra giornata. Ci inabissiamo nella metro più vicina (dove si respira un'aria leggermente meno chic) e torniamo a casina casetta, preparandoci a quella che sarà la giornata più faticosa per le gambe, la testa e gli occhi. Ci aspetta uno dei musei più grandi al mondo.

2 commenti:

Sevenbreads (Michele Settepani) ha detto...

non ci crederai ma questo museo non lo ricorderò ne per van gogh nè per gli impressionisti (si fa per scherzare, ovvio), qui proprio sopra la riproduzione in miniatura sotto il pavimento in fondo alla sala (prima che il bodyguard mi invitasse "gentilmente" a lasciarla in pace) ho salutato Emma Watson!!

Carlo De Petris ha detto...

!!!

Quindi tu ben saprai se la versione babbana di Hermione è così carina come si dice in giro :)