domenica 12 luglio 2009

Scolpiti dal tempo e dal mondo

Rispondendo ad un commento di Wilma nel mio post precedente mi sono trovato a scrivere un pò troppe cose per un semplice commento, quindi ho pensato di dedicare al tutto un apposito spazio.
Si parlava di cambiamenti e di essere "se stessi".

Premetto che la mia visione delle cose è sicuramente limitata, non sono nè un filosofo nè uno di quelli che alla mia età hanno già fatto un sacco di esperienza nella vita, diciamo che sono solo un bimbetto che gioca con i suoi pensieri :)

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Io credo che le persone siano soggette a due categorie di cambiamenti che coinvolgono il loro stile di vita:

la prima è quella dei piccoli passi, nati dal desiderio di raggiungere certi obiettivi che ci poniamo in base alle situazioni che viviamo in un determinato momento. Noi stessi ci imponiamo questi cambiamenti, sono da noi desiderati ed inseguiti. Dedichiamo molte energie, forse anche troppe, al conseguimento di questi piccoli passi.
Esempi (non sono pensieri miei, sono esempi in genere eh!):
- Dimagrire 10 kili perchè "poi magari quel ragazzo mi noterà"
- Trovarmi un lavoro migliore per potermi mantenere un'automobile ed essere indipendente
- Voglio tutti i CD dei Depeche Mode perchè li ascoltano anche i miei amici
- Non voglio più mangiarmi le unghie perchè è da stupidi
Una piccola parte di quello che "noi siamo davvero" secondo me la si può intuire sulla base di quali piccoli passi decidiamo di percorrere e con quanta dedizione cerchiamo di compierli,
Quali sono i nostri obiettivi e quanto siamo disposti a metterci in gioco per inseguirli concretamente.

La seconda categoria è quella dei punti di rottura, dovuta ad improvvisi eventi che fanno traballare tutto il nostro microcosmo. Spesso originati non per nostra volontà, non per causa nostra, determinano grossi cambiamenti in poco tempo. Solitamente sono eventi negativi, ce ne sono anche di positivi ma sono in netta minoranza.
Esempi:
- Ho appena scoperto che la mia fidanzata mi tradisce con un mio amico
- Una persona a me molto cara è venuta a mancare, è stata investita da una moto
- Qualche giorno fa ho litigato con l'amico con cui sono cresciuto assieme per tanti anni, da quel giorno non mi sento più in sintonia con lui, mi sento più solo ed indifeso di prima.
- La Finanza mi ha fatto una multa di 50mila euro perchè dice che ho evaso le tasse, ma non è vero!

Dopo ogni grosso cambiamento dovuto ad un punto di rottura segue una fase fatta di piccoli cambiamenti del primo tipo, alla ricerca di un nuovo equilibrio.

I punti di rottura sono come degli incroci di una strada, ogni volta che ci imbattiamo in essi ci sono varie vie che possiamo seguire, ognuna porta con se diverse conseguenze sul nostro agire e sul nostro pensare futuro. Una volta indirizzati su una certa strada della vita, i piccoli passi successivi ci permettono di seguire al meglio la strada scelta.
La scelta della strada viene operata in modo non molto chiaro. Dal mio punto di vista nel come si sceglie di volta in volta la strada da seguire si può scorgere qualche altra traccia del "come siamo davvero", a prescindere da tutto ciò che siamo a causa dell'ambiente in cui viviamo.
C'è chi sceglie in modo subconscio, chi segue il cuore, chi si sforza di trovare una soluzione quanto più possibile razionale, chi aspetta il proprio destino scegliendo di non scegliere, chi segue i consigli, chi segue le regole scritte da altri e chi più ne ha più ne metta.

Decidi in fretta che chi si ferma è perduto!


Non ci sono scelte migliori di altre. Non ci sono aspirazioni migliori di altre. Misuriamo le nostre vite sulla base degli obiettivi che ci poniamo, variabili da persona a persona. Almeno credo.

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Ci sarà almeno una frase condivisibile in tutto questo delirio notturno?

12 commenti:

Milo ha detto...

Io sto con i canguri!... ;)
Decisamente a favore del salto, anche senza un presistente vero punto di rottura, e pure se può comportare stravolgimenti nella vita.
Il problema è che si può fare gravi danni collaterali ai/alle compagni/e di viaggio...
Che poi sia sia la cosa giusta da fare nella vita di un uomo, beh, può darsi!
:)
Ciao!

Carlo De Petris ha detto...

Benvenuto Milo :D
Forse quando qualcuno decide di compiere grandi salti, non comprende appieno oppure non comprende affatto che i suoi compagni di viaggio potrebbero anche loro subire grosse conseguenze.

Marianna ha detto...

PETRiSSSSSSSS PASSO per un semplice saluto e un baciotto ciao

Carlo De Petris ha detto...

Marianna
un bacetto anche a te , col permesso del tuo cavaliere ovviamente :P

giardigno65 ha detto...

Massì dai ! Io sono per i nodi...

Carlo De Petris ha detto...

Giardigno65
Benvenuto anche a te!

Wilma ha detto...

Che belle riflessioni...Ne parlavamo sotto un bel pergolato, al fresco, vero? Hai colto il segno di quello che volevo dire (aggiungendo altre considerazioni interessanti). Cambiare rimanendo sè stessi per me significa non mettere in discussione i principi basilari che mi sono stati trasmessi, non scendere a compromessi, non cercare di imitare modelli che non mi appartengono, non rinnegare mai le mie radici, andar fiera delle mie imperfezioni e, nello stesso tempo, avere il coraggio di invertire la rotta, andare anche contro corrente e imparare dagli errori.
Che ne dici di una fetta d'anguria?

Federica ha detto...

io sono quella dei piccoli passi che si ferma spesso, ansiosa come sono, a fare il punto e le valutazioni in itinere...
anzi a volte sto troppo ferma...

Carlo De Petris ha detto...

Wilma
"i principi basilari che mi sono stati trasmessi" per me fanno parte di ciò che la società in cui sono nato e cresciuto ha scolpito nelle mie abitudini, magari nella mia mente, ma non fanno parte della parte più profonda e vera di "me stesso"

Se nasco in una famiglia atea ma ad un certo punto sento la presenza di Dio, mi sto allontanando da "me stesso" ? :)
Se nasco in una famiglia cattolica ma ad un certo punto comincio a pensare in modo ateo, mi sto allontanando da "me stesso" ?

O sto proprio cercando me stesso, anche a scapito di certi principi a me trasmessi?
Non è affatto detto che "me stesso" sia compatibile con ciò che mi viene trasmesso, non trovi? Potrei, in molti casi, essere in una posizione tale da non pensarci affatto sul chi sono, chi è "me stesso", ed accettare acriticamente tutto ciò che mi viene insegnato.
La maggior parte delle persone fa così, e a ben pensarci probabilmente campano anche meglio: non si fanno tanti problemi che invece arrovellano le menti pensanti! (notare l'uso di "campano" anzichè "vivono" ;) )

Potremmo parlarne mooooolto su queste cose, specialmente se volessimo cercare risposte generali :)

L'anguria l'accetto molto volentieri, specialmente se è bella fresca ^_^

Federica
Ovviamente non ti conosco abbastanza bene da poter capire esattamente come sei, ma a volte mi sono ritrovato a pensarmi in una situazione simile a quella che descrivi tu.
Parlerò basandomi su quel che sentivo quando pensavo in quel modo.

Quando pensavo in quel modo, essenzialmente avevo paura di sbagliare, paura di deludere qualcuno. Cercavo di bilanciare i vari aspetti della mia vita al fine di risultare quanto più giusto possibile, per tutti nesuno escluso.
Sai a che sono arrivato a pensare alla fine? Che solo sbilanciandosi verso qualcosa si riesce a vedere ciò che davvero è per me importante. anche se si fanno degli errori, si impara. Le persone che ci tengono a noi resteranno sempre a noi fedeli, ci aiuteranno se necessario.
Sbilanciandosi, senza pudore, senza paura e senza essere troppo giudiziosi e severi verso se stessi, si mettono alla prova i sentimenti e le passioni. Quanto più ci si sbilancia e ci si mette in gioco, tanto più si comprende quanto per noi qualcosa conta davvero. E si intravede ciò che veramente siamo, cosa vogliamo dalla vita.

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Sembra che non avendo scritto per tutto il giorno ora escano fuori i sermoni interminabili qui XD

Miranda ha detto...

La questione è piuttosto complessa. Impossibile risalire a ciò che siamo "davvero", come dici tu, a prescindere dall'influenza dell'ambiente. Non credo che si possa risalire ad un'essenza originaria di noi stessi prima dei condizionamenti sociali. Nè, del resto, credo possa essere utile. Noi siamo anche gli insegnamenti ricevuti, i condizionamenti subiti, le relazioni instaurate, e tutti quegli elementi che ci hanno reso ciò che siamo per il nostro modo particolare e personale di riceverli ed utilizzarli.
Per riprendere il tuo esempio io, pur cresciuta in una famiglia cattolica, sono atea. Non riconosco però in questo una grande discontinuità. Perchè pur senza la fede molti principi li ho mantenuti. Magari li ho in qualche modo "adattati".
Rispetto all'influenza del modo esterno noi non siamo soggetti passivi, reagiamo, e rispondiamo a modo "nostro" intervenendo così a nostra volta sull'ambiente. Influenzandolo.
Il cambiamento, e in questo son d'accordo con Wilma, non può prescindere da una continuità, qualcosa che rimane aldilà delle mutazioni, della crescita, dei cambi di rotta. Un senso d'identità che congiunge passato e futuro, ciò che siamo stati, ciò che siamo e ciò che saremo.

Carlo De Petris ha detto...

Io ipotizzo che i principi che hai mantenuto sono quelli che hai deciso di mantenere, quelli che a te sembrano buoni e giusti al di là della loro fonte.
E quindi manifesti "te stessa" accettando o in altri casi rigettando ciò che l'ambiente propone (con molta insistenza di solito).

Prendiamo il caso di me e mio fratello (24 e 20 anni rispettivamente)
Siamo nati nella stessa famiglia, stessa educazione, stesse condizioni economiche, stesse scuole ... siamo sempre stati completamente diversi. Bianco e nero, acqua e fuoco, lui cicala ed io formica.
Molte delle cose che ho fatto mie nella vita, lui le ha invece rigettate. e viceversa.
La mamma conferma che è sempre stato così fin da piccoli, lei dice fin dal pancione O_O ma questo lo voglio considerare un "simpatico aneddoto" che non so ancora bene come interpretare.

Sono portato a credere che un certo carattere, una certa predisposizione ad affrontare i problemi in determinati modi, ad essere passivi o meno sulle idee ed i ragionamenti ... siano racchiusi dentro "noi stessi".
Poi è certamente vero che l'ambiente ci plasma in un certo modo, inseguendo un modello in particolare. Ma è solo un modello di riferimento diciamo; "noi stessi" ad un certo punto dovremmo scegliere di mettere dei paletti dettati dal nostro animo --> sennò poi ci omologhiamo a quello che dicono gli altri ed un giorno potremmo rimpiangere la non-scelta.

Carlo De Petris ha detto...

ah, nessuno metteva in dubbio la complessità della materia :D

Il fior fiore di pensatori, psicologi e scienziati vari ci avranno perso secoli dietro a discorsi del genere. Di certo nessuno ha la verità pronta chiavi in mano, si fa sempre e solo una piacevole chiacchierata ^_^

Wilma se passi da queste parti io aspetto sempre quella fetta di anguria eheh :P